Non solo l’arte ma anche la storia, quella di un simbolo cittadino come il Pozzo di San Patrizio, si sono date appuntamento nella Sala Conferenze “Coronas” della prestigiosa sede della Prefettura di Viterbo. Qui, come annunciato, giovedì 7 aprile si è tenuta la presentazione della pubblicazione “Mirabilia. Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto”. La terza, dopo quella tenutasi al Centro Studi Città di Orvieto e quella alla Libreria “Le Sorgenti” di Bolsena.

Presenti accanto ai curatori del volume Fabio Massimo Del Sole e Patrizia Pelorosso e Patrick Nicholas, autore dei suggestivi scatti che corredano il libro-guida, anche il presidente di Archeotuscia Onlus Raffaele Donno, che ha curato la lettura di alcuni brani, e la giornalista Alba Stella Paioletti Maffei, che ha coordinato l’incontro impreziosito dalla proiezione del video “Backstage di una pubblicazione“.

Ad accogliere la sala piena il saluto del dottor Nazzareno Pio Rotili e il contributo di Pasquale Picone, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Francesco Orioli” di Viterbo, psicoanalista junghiano ed esperto conoscitore della cultura etrusca e classica, che ha illustrato simboli e significati nascosti nella profondità dell’inconscio collettivo e che attraverso un’altra profondità, quella del Pozzo di San Patrizio, sono emersi in superficie.

“Non potevamo non chiedergli di scrivere per noi alcune pagine sui simboli e i significati delle profondità dei pozzi da aggiungere nella nuova edizione” hanno commentato gli autori, al termine. L’emozione più grande è arrivata però quando, a sorpresa, una hostess in guanti bianchi si è aggirata fra il pubblico intervenuto alla serata organizzata dall’Archeo Tuscia mostrando a tutti la cinquecentesca medaglia di bronzo appartenente a un collezionista anonimo e commissionata a Benvenuto Cellini in occasione dell’inaugurazione del Pozzo insieme ad altri coni commemorativi.

Come documentato nel libro, su un lato della medaglia è presente l’effige di Clemente VII e sull’altro “l’episodio biblico di Mosè che nel deserto fa sgorgare l’acqua dalla roccia, con l’iscrizione Ut Bibat Populus, perché il popolo beva”. Tra i presenti è così passata la Storia.

Piccolo diario fotografico della serata.