Un modo nuovo di illustrare le opere d’arte a carattere religioso“. Così nel 2006 veniva menzionata nel diciottesimo Rapporto Italia dell’Eurispes la guida sul Giudizio Universaledi Luca Signorelli, realizzata dalla società Mirabilia Orvieto. In concomitanza con i due anni di Giubileo Eucaristico, è stata poi la volta dell’originale volume “Nel segno del miracolo: storia e significati del Duomo di Orvieto“.

Eppure, non di sola cattedrale vive la città alta e strana. Per questo, Mirabilia ha deciso di impegnarsi sul fronte della valorizzazione di quello che viene considerato il suo secondo monumento più celebre anche se forse non ancora adeguatamente celebrato. Come atto d’amore, senza retorica, verso un luogo bellissimo che inspiegabilmente stenta a volersi bene. Dai simbolismi degli affreschi, scalino dopo scalino, si passa così alle viscere più profonde.

Merito di “Mirabilia. Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto“. Questo il titolo della nuova, ambiziosa, impresa editoriale la cui pubblicazione dopo mesi di appassionato lavoro è ormai in dirittura d’arrivo. Ad ispirarla, l’intuizione di un orvietano doc come Carlo Perali, che da tempo va proponendo l’ardito progetto di lanciare sul panorama internazionale il grande capolavoro d’ingegneria di Antonio da San Gallo come simbolo di una città ipogea e logo mondiale della “mancanza d’acqua sulla Terra”.

In 180 pagine – anticipano i curatori del volume – questa nuova guida ‘racconta’ il pozzo, non limitandosi a descriverlo. Attraverso la forza evocativa della sua storia, dell’architettura, della leggenda e dei significati simbolici, invita il lettore a collegare il pozzo di Orvieto al castello di Chamboard, in Francia, alla terra d’Irlanda, ai disegni di Leonardo da Vinci per via dell’originale forma elicoidale delle doppie scale, al medioevale e quasi sconosciuto affresco del Purgatorio di San Patrizio, nella città di Todi, fino a sondare il significato filosofico della discesa nel pozzo intesa come viaggio iniziatico dell’uomo dentro di sé“.

Un percorso di ri-scoperta identitaria, per tutti gli orvietani che hanno a cuore la propria città, prima ancora dei visitatori che qui arrivano e, a dispetto di tutto, rimangono affascinati. A corredare il volume – in arrivo a giorni, in duplice versione, sugli scaffali delle librerie – sono anche i suggestivi scatti del fotografo Patrick Nicholas, ma anche la raffinata grafica curata da Silvia Cruciani e poi l’appassionato contributo di tutti coloro che vi hanno scritto. Tra questi, Massimo Javolella, Raffaele Davanzo, Laura Ricci e Marco Guzzi per quello che si propone come “un nuovo prodotto di qualità, a servizio dell’immagine della città e dei suoi più celebri monumenti“.

Necessario, per chi – orvietano o non – è innamorato di Orvieto.

Fonte: www.orvietonews.it